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Sul Sentiero del Pellegrino per trovare la Grotta dei Briganti

Sul Sentiero del Pellegrino per trovare la Grotta dei Briganti

Un lazzaretto, i resti di due chiese antiche, un eremo e una grotta affacciata a strapiombo sul mare. Sono solo alcune delle meraviglie che si incontrano percorrendo il Sentiero del Pellegrino che, in Liguria, unisce Noli e Varigotti. Questa escursione potete farla tutto l’anno, solo assicuratevi che sia una bella giornata. Sarebbe un peccato farsi rovinare uno spettacolo simile dalle nuvole o dalla foschia.

Durata e difficoltà
– Il sentiero richiede almeno 4 ore. Se poi non siete proprio allenatissimi – come me – o vi piace fermarvi spesso per fare foto e video – come me – allora considerate che impiegherete sicuramente più tempo. Ma non c’è fretta, godetevi la natura. Il consiglio è di farlo in due volte, perché completando il sentiero non potete ricongiungervi al vostro mezzo: sulla strada per tornare indietro non c’è sempre il marciapiede e in alcuni tratti è scomoda. Il tracciato del sentiero non è particolarmente avverso, quindi bastano delle normalissime scarpe da trekking. Si parte dal parcheggio di piazza Vivaldo, a Noli.

PRIMA PARTE (da Noli a Monte di Capo Noli)

Il lazzaretto e la chiesa di San Lazzaro – Dopo pochi minuti di cammino ci si imbatte in quel che resta di un antico lazzaretto e, a pochi metri di distanza, di una chiesa. Circondati dal verde, a strapiombo sul mare, fa effetto pensare che secoli fa i malati venivano portati qui. Quel che resta della chiesetta di San Lazzaro dimostra invece che era proprio piccolina, ma che bella l’abside con vista sul mare!

chiesa-san-lazzaro

Chiesa di Santa Margherita – Il sentiero prosegue offrendo scorci meravigliosi, con gli ulivi che sembrano tuffarsi in mare. A un certo punto si arriva a uno slargo che ospita i resti di una chiesa ben più grande di quella precedente. Alcuni sostengono si tratti di una chiesa sola (dedicata prima a Santa Giulia poi a Santa Margherita), per altri sarebbero invece due chiese addossate. Volete curiosare in quel che resta delle navate? Occhio a dove mettete i piedi. Non ripartite senza prima aver ammirato l’incantevole terrazza sul mare che c’è dietro la chiesa.

grotta dei briganti

L’Eremo del Capitano de Albertis – Dalla chiesa seguite l’indicazione per l’eremo, un’altra tappa sorprendente. A un certo punto tra gli alberi noterete infatti l’abitazione preferita del Capitano d’Albertis. Intorno alla fine dell’ottocento il navigatore ha acquistato questo terreno e nel punto più alto ha fatto costruire il suo eremo. Non male come posto eh? Io l’ho trovato molto affascinante, peccato che sia completamente abbandonato. Da porte e finestre si vede com’è l’interno (pieno di spazzatura e mobilia decadente): il mio consiglio è di non entrare, per non rischiare di farsi male inutilmente.
Da qui, per proseguire sul sentiero principale bisogna tornare alla chiesa di Santa Margherita.

grotta dei briganti

Grotta dei Briganti (o Antro dei Falsari) – Pochi passi e un cartello vi indicherà una svolta a sinistra per quella che, secondo me, è la tappa più emozionante di tutto il sentiero. La grotta è un meraviglioso salottino in pietra, affacciato sul mare. Alcuni suggeriscono che il nome sia dovuto alla presenza di contrabbandieri in passato, ma non è certo. Comunque sia, il silenzio, i colori e il venticello che si gode da quella posizione sono indimenticabili. Prendetevi una pausa per scattare tutte le foto possibili, ma anche per rilassarvi e ammirare questo spettacolo con gli occhi e non solo con lo schermo delle fotocamere.

Monte di Capo Noli – Semaforo – Tornati al bivio precedente si continua verso la sommità del Monte di Capo Noli, fino al cancello della Caserma dei Carabinieri. Perché si chiama Semaforo? Perché questo luogo in passato era un indispensabile punto di riferimento per le navi di passaggio, con le quali si comunicava a vista tramite bandiere. Anche qui vi consiglio di fare un break per godervi il panorama mozzafiato!

SECONDA PARTE (da Monte di Capo Noli a Varigotti)
Da qui inizia la seconda parte del sentiero che porta a Varigotti. Da adesso in poi il segnavia da seguire è una .

Torre delle Streghe – Mantenendo la sinistra arriverete a una torre che è stata soprannominata “delle Streghe”, questo perché alcune leggende narrano che sia stata costruita da Noli per difendersi dalle incursioni delle streghe di Varigotti. La verità è che la torre è stata costruita alla fine del ‘500 con funzione di avvistamento: sì perché Noli era alleata di Genova, mentre Varigotti apparteneva al Marchesato di Finale.

grotta dei briganti

Monumento Cerisola – La tappa successiva è un posto molto curioso: non capendo cosa fosse mi sono documentato su internet. Davanti a voi avrete una sorta di muro-bacheca coloratissimo, decorato con stelle, salvagenti, piastrelle dipinte e tante tante scritte. Sarebbero gli ex voto realizzati da Giuseppe Cerisola (prigioniero durante la II Guerra Mondiale ed emigrato in Australia) per ricordare le persone salvate nel corso dei suoi viaggi in mare.

Chiesa di San Lorenzo – L’ultima chicca di questo meraviglioso “viaggio” è la Chiesa medievale di San Lorenzo. La posizione è spettacolare: siete su uno sperone roccioso che sovrasta l’incantevole – e celebre – Baia dei Saraceni. La chiesa è quello che resta di un’importante e grande abbazia benedettina del Duecento. Anche in questo caso viene subito da pensare: non male il luogo scelto per costruirla! Da qui, il sentiero termina proseguendo in discesa verso la galleria di Varigotti.

grotta dei briganti

Vi posso garantire che la fatica fisica viene ampiamente ripagata dalle bellezze che si incontrano lungo il cammino. In estate poi non c’è niente di meglio che rigenerarsi con un bel bagno proprio alla Baia dei Saraceni.

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