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Friuli collinare: a San Daniele con il re e la regina della tavola

Friuli collinare: a San Daniele con il re e la regina della tavola

In dieci minuti d’auto da Fagagna, prima tappa del mio viaggio tra le colline friulane, si raggiunge San Daniele del Friuli, il cuore pulsante e centro più noto della zona. Una bellissima cittadina che mantiene il suo “primato” territoriale con discrezione, senza fagocitare le altre realtà circostanti.

san daniele del friuli collinare

Anche qui la vita e le attività scorrono all’insegna della tranquillità, specchio del carattere dei friulani, e dei piaceri della tavola e dell’arte. In centro, accanto all’elegante Duomo dalla facciata bianco splendente, si trova la Biblioteca Guarneriana, un altro scrigno di bellezza e quiete. Nata nel XV secolo, oggi vanta una inestimabile sezione antica composta da circa 12.000 volumi tra cui codici riccamente miniati, incunaboli e numerosi manoscritti. Tra le meraviglie, una Bibbia bizantina della fine del XII secolo e una Divina Commedia della fine del XIV.

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Un piacere fatto di linee armoniose e colori brillanti che si ritrova anche nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, dove è presente un prezioso ciclo di affreschi rinascimentali di Martino da Udine che le ha fatto guadagnare il soprannome di “Piccola Cappella Sistina del Friuli. Un consiglio per una pausa rilassante, ma allo stesso tempo stimolante? La Libreria e Café Letterario W. Meister & co. è il posto giusto dove fermarsi, curiosare tra i libri e fare due chiacchiere con Paolo e Manuela, che oppongono ai “tempi di crisi” la parola chiave “entusiasmo” per reagire e portare avanti il loro progetto di libreria come luogo di incontro e di scambio di idee e cultura.

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Uno dei luoghi migliori per incontrare il re della tavola è La Casa del Prosciutto, dove degustazione e acquisti avvengono in una graziosa saletta, circondati da invitanti cosce appese alle pareti. La famiglia Alberti produce il San Daniele Dop in pieno centro e non è raro vedere i prosciutti affacciati alla finestra della struttura. Come spiega Carlo Alberti, questo è possibile perché quando il clima lo permette, l’aria di San Daniele è meglio di qualsiasi altro sistema artificiale: la produzione è sempre controllata e tutelata dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele. E Carlo ne è contento: “È una realtà piccola, e forse è proprio per questo che la collaborazione tra noi produttori e il Consorzio porta ottimi risultati”. Perché San Daniele è così, un luogo che ama rimanere fedele al passato. Qui ancora si può rivivere l’antica atmosfera delle osterie, dove mangiare cose semplici e gustose, sia piatti freddi che pietanze cucinate sullo “spolert” (come si chiama in friulano la cucina a legna) posizionato “a vista” in un angolo della sala.

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Oggi gli elementi principali, buona cucina e atmosfera piacevole, si ritrovano all’Osteria di Tancredi che serve tutti i piatti della tradizione, a cominciare dal Frico, saporita specialità a base di formaggio, dalle origini antiche, qui preparato nella versione morbida, cioè con aggiunta di patate, e accompagnato dalla polenta.

Ma San Daniele non è solo sinonimo di Prosciutto Dop. Sì perché dove c’è un re, ci deve essere anche una regina. L’altra specialità locale è la prelibata trota affumicata. Allevata nelle acque del Tagliamento e affumicata con una miscela di legni ed erbe aromatiche, la regina di San Daniele è piano piano uscita dalle sagre di paese per entrare in cucina come prodotto raffinato. E salutare. “Sì perché il nostro è un filetto di trota lavorato senza conservanti né coloranti, salato e spinato a mano, e affumicato con bacche aromatiche e fumo da legno vergine. Parliamo di fumo vero, non “aroma di affumicatura” liquido. Si tratta di un processo artigianale che dura fino a 4 giorni” mi ha spiegato Mauro Pighin, titolare di Friultrota, l’azienda che da 30 anni produce prodotti ittici d’eccellenza, come il caviale friulano, le guance di trota sottolio e il salame del venerdì (quello di pesce). “Noi vendiamo prodotti freschi e già pronti per essere serviti in tavola, accompagnati da ricettari che sono di ispirazione per la realizzazione di piatti creativi, raffinati e gustosi”. Il Friuli è tra i maggiori produttori italiani ed europei di trote anche perché nel suo territorio scorrono acque pulite con temperature costanti, come quelle del Tagliamento, dove i pesci sono allevati a bassa densità. Basti pensare che Fruiltrota alleva meno di 15 chili di pesce per metro cubo d’acqua: questo vuole dire che l’ 1,5 per cento è pesce e il resto acqua. “Una trota per essere buona deve essere una buona trota”, diceva il padre Giuseppe che negli anni Settanta faceva calcestruzzi e si dedicava alle trote solo per hobby, per trovare relax dopo una giornata di lavoro e per offrire sontuose grigliate agli amici. Oggi quelle trote sono una bontà non più riservata solo a parenti e amici della famiglia Pighin, ma alla portata di tutti. E Friultrota, qui a San Daniele, è il posto giusto per assaggiarle e fare shopping gastronomico.

Aria buona, acqua buona, carni e pesci buoni… Come non citare tra le eccellenze del territorio il vino? Non c’è aperitivo migliore di un buon bicchiere di Friulano o di Ribolla Gialla sorseggiato nell’accogliente atmosfera dell’enoteca La Trappola, una suggestiva sorta di grotta in pietra con arcate a botte con una selezione infinita di etichette, dalle produzioni autoctone della regione ai classici di tutto il mondo. E poi a cena, ci si affida a una cucina che sa mettere d’accordo tutti i palati, quella del ristorante Dal Piciul dove i piatti della tradizione e le specialità di carne sono affiancati da alternative veg friendly o senza glutine.

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