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Friuli collinare: Fagagna, tra passato e presente

Friuli collinare: Fagagna, tra passato e presente

È volgendo lo sguardo in alto che ci si accorge di essere arrivati a Fagagna. Quando il clima si fa più mite infatti le cicogne dominano il paese dai camini delle abitazioni. È il primo indizio di una condizione di pace e armonia con la natura che si può trovare solo qui.

fagagna friuli collinareOltre agli esemplari liberi, nell’Oasi dei Quadris si possono osservare quelli che vengono tutelati e curati nell’ambito di un progetto di reintroduzione e irradiamento della Cicogna bianca. Nella riserva dei Quadris, il cui nome deriva dalla forma delle pozze d’acqua presenti nell’area, ci si imbatte anche nell’Ibis eremita, specie che qui viene salvaguardata dall’estinzione. Gli amici dell’Oasi raccontano che questo curioso “uccello”, dall’aspetto non troppo grazioso, è in realtà molto affettuoso e per nulla spaventato dalla presenza umana.

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A Fagagna però si tutela anche il passato, quello che non va dimenticato, ma anzi usato per rendere migliore il presente. È il caso di Cjase Cocél, un grande casolare in pietra che è diventato Museo della vita contadina. In un’atmosfera molto viva e per niente museale, si passa dal cortile con gli animali ai diversi ambienti: la latteria, l’osteria, la scuola, la fucina. Tutti luoghi perfettamente ricostruiti raccogliendo quegli oggetti e complementi d’arredo che solo qualche decennio fa le famiglie erano contente di buttare per rincorrere la modernità e abbandonare una vita che allora sembrava povera.

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Un passato vicino ma allo stesso tempo lontano, come emerge chiacchierando con Bruna, l’anziana filatrice. “In vita mia non sono mai stata con le mani in mano”, racconta. “Ho imparato a filare la lana a 8 anni e poi non ho più smesso. Ma allora era diverso, i genitori ci insegnavano un mestiere quando ancora eravamo bambini”. Mentre lei fila con maestria e fa sembrare semplici movimenti sconosciuti alle nuove generazioni, accanto le più giovani lavorano al tombolo per far conoscere l’arte del merletto, destinata a rinascere anche grazie alla scuola di Gorizia.

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Oltre che per essere uno dei Borghi più belli d’Italia, Fagagna è nota per il suo gustoso formaggio e per il Pestat, una specialità che proviene dalla macellazione del maiale, Presidio Slow Food dal 2006. Si tratta di un insaccato composto da lardo fresco macinato con verdure, erbe aromatiche e spezie. Per la particolare ricchezza di aromi, normalmente viene usato come condimento per insaporire il minestrone, le carni in umido e le patate al forno. Il posto migliore dove assaggiare il pestat è l’agriturismo Casale Cjanor dove, seduti accanto al tipico “fogolar” friulano, si può gustare nella versione con aggiunta di salsa al pomodoro in una bruschetta davvero eccezionale.

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In cerca di idee per soggiornare a Fagagna? Il Villaverde Hotel & Resort è una struttura eco sostenibile in cui l’architettura contemporanea ben si sposa con la natura circostante. Le camere con terrazza e vista sul campo da golf e le Alpi Giulie aumentano il senso di rilassatezza.

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