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Cosa vedere a Trieste: 5 esperienze imperdibili

Cosa vedere a Trieste: 5 esperienze imperdibili

Trieste è una città di confine, ricca di storia, arte e tradizione: è unica, non può essere paragonata a nessun’altra. Ma cosa vedere a Trieste? In questo post ho raccolto cinque delle esperienze più belle ed emozionanti che si possono fare nella città friulana.

Cosa vedere a TriesteLa Risiera di San Sabba

Forse non tutti sanno che a Trieste c’è uno dei monumenti più toccanti del nostro Paese: la Risiera di San Sabba. In origine era un edificio costruito per la pilatura del riso, ma durante la II Guerra Mondiale è stato trasformato dalle SS in campo di detenzione e sterminio dei deportati razziali e dei nemici politici. Purtroppo tra il ’44 e il ’45 nel suo forno crematorio hanno trovato la morte migliaia di persone. Vedere le 17 celle, rimaste inalterate, in cui venivano ammassati i prigionieri e la cella della morte mette i brividi.
I tedeschi in fuga fecero saltare in aria il forno, per tentare di cancellare le prove dei loro crimini. Nella ristrutturazione seguita alla dichiarazione di Monumento Nazionale, per non dimenticare dove prima c’era il forno sono state apposte alcune lastre evocative d’acciaio, materiale gelido d’inverno e incandescente d’estate. Alla Risiera, che consiglio vivamente di vedere, si arriva con l’autobus che parte da piazza Unità d’Italia.
Info: ingresso gratuito, risierasansabba.it.

Cosa vedere a Trieste

La Cattedrale di San Giusto

Multietnica e multireligiosa quando ancora questi concetti non erano di stretta attualità, Trieste per secoli è stato luogo in cui hanno convissuto culture diverse. Dalla comunità greco-ortodossa a quella ebraica, dalla luterana alla serbo-ortodossa, dalla anglicana alla valdese. Le magnifiche chiese della città ne sono la prova.
La sorprendente San Nicolò dei Greci che, con la sua sobria facciata non fa sospettare lo sfarzo d’oro e d’argento custodito invece al suo interno, o la Chiesa Serbo Ortodossa di San Spiridione che con i suoi colori e le sue icone emana un fascino particolare avvolto dal silenzio. Ma soprattutto la Cattedrale di San Giusto: l’ampio rosone della sua facciata lascia letteralmente a bocca aperta, mentre l’interno è impreziosito dai mosaici che decorano l’abside. Assolutamente da vedere!
Una curiosità: chi ha lo sguardo attento noterà una piccola, ma significativa differenza. Alcune chiese affacciano direttamente sulla strada, altre no. Come mai? Perché qui in passato alle comunità straniere era permesso avere il proprio luogo di culto, purché rimanesse un “passo indietro” rispetto alle Chiese cattoliche.

Cosa vedere a Trieste

Il Tram di Opicina

A Trieste anche prendere il tram può essere un’esperienza memorabile. Soprattutto se si tratta del Tram di Opicina, linea storica che porta sull’altopiano del Carso. Non si viaggia solo su un vagone d’epoca, molto ben tenuto, ma ci si gode anche la splendida vista che si apre sulla città e sul golfo. Osservando la salita ripida che aspetta il tram, il primo pensiero è: non potrà mai farcela a percorrerla. In un certo senso è vero, perché quando il vecchio tram non ce la fa più interviene la trazione funicolare ed è a lei che tocca spingerlo per portare a termine il viaggio. Sul tram di Opicina si sale in piazza Oberdan: c’è una corsa ogni 20 minuti.
Il mio consiglio è di non arrivare subito fino a Opicina. E’ bello fare una sosta intermedia alla fermata Obelisco e godersi la Napoleonica, una strada panoramica mozzafiato da percorrere a piedi o in bici. Questa passeggiata di 4 km offre mille occasioni per scattare foto alla natura circostante e alle vedute scenografiche sulla città e sulle coste slovene. Nell’ultimo tratto gli alberi lasciano il posto a pareti rocciose verticali: c’è da divertirsi a guardare i free-climbers che vengono qui per allenarsi.

Cosa vedere a Trieste

La Grotta Gigante

Poco distante dal capolinea del tram a Opicina c’è un’altra chicca da vedere a Trieste: la Grotta Gigante. Come suggerisce il nome è la grotta con la sala più grande al mondo: è alta quasi 100 metri. Tra stalattiti e stalagmiti di dimensioni e forme suggestive – la più grande è la Colonna Ruggero, alta ben 12 metri – si aprono scenari fantastici. Prima si scende verso il fondo della sala poi si risale verso l’uscita. Ci sono diversi gradini da fare, quindi scarpe comode. La visita dura circa un’ora, perciò è importante avere anche una felpa perché all’interno è fresco.
E’ utile scaricare l’app della Grotta che contiene l’audioguida e tutto quello che serve sapere.
I ragazzi che lavorano qui sono giovani e appassionati, e organizzano un sacco di eventi. Bisogna quindi tenere d’occhio il calendario degli appuntamenti. Il mio preferito è l’aperitivo: si sorseggiano i vini tipici del Carso (Vitovska o Terrano) sulle “terrazze” di questa spettacolare caverna.
Info: ingresso 12 euro, grottagigante.it.

Le Osmize

Per conoscere anche l’anima genuina di Trieste, bisogna assolutamente esplorare l’altipiano carsico alla ricerca delle osmize. Agli incroci e ai bordi delle strade principali capita di notare alcuni mazzi di frasche accompagnati da frecce rosse. Quelle frecce vanno seguite senza esitare! I contadini appendono ‘la frasca’ in punti strategici per segnalare l’apertura dell’osmiza (può essere anche solo un porticato, una taverna o una cantina), allestita con panche e tavolate in legno dove fermarsi ad assaggiare prodotti genuini davvero a km zero: vino, formaggi e insaccati casalinghi, preparati secondo la tradizione, sono i prodotti più diffusi, ma si trovano anche squisiti piatti caldi come i Cevapcici, deliziose polpettine speziate.

In questo contesto rustico che rimanda indietro nel tempo, si trascorre una giornata speciale, in compagnia di vecchietti che giocano a carte e giovani riuniti attorno a una chitarra. Le aperture delle osmize sono temporanee, fino a esaurimento scorte, quindi, per trovarne una a colpo sicuro, si può andare su internet e verificare dove si trovano quelle aperte. Chi preferisce invece improvvisare e divertirsi a cercarle, tenga d’occhio le frecce rosse e le frasche. Ma attenzione: meglio seguire solo quelle più fresche, perché quelle secche o quasi indicano che l’osmiza è aperta da tempo e quindi il produttore potrebbe non avere più molto da offrire.
Info: osmize.com.

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